Inaugurazioni di sabato 24 marzo

 

sabato 24 marzo molti di noi sono andati all'inaugurazione delle tre iniziative del museo:

 

 

     

1. la personale di Anastasia Khoroshilova

2. le due nuove acquisizioni del Museo di Barni e Ongaro

3. la mostra del lavoro laboratoriale fatto dal CID e dal corso di laurea PROGEAS.

 

Alcune note informative e alcune foto (poche e fatte male, mi sono terminate le pile e non ne avevo di ricambio):

 

 

     
 

Le tre iniziative sono state illustrate nell'auditorium da Marco Bazzini, Stefano Pezzato, Silvia Lucchesi e dagli artisti coinvolti (la Khoroshilova, Roberto Barni e Athos Ongaro).

 

Al bar era a disposizione un buffet per i partecipanti.

 

 

     

Anastasia Khoroshilova, giovane artista emergente, di soli 27 anni, ha ripercorso il suo cammino dalla Perestroika alla sua esplorazione del mondo. La mostra è stata curata da Stefano Pezzato. Le grandi foto in esposizione mostrano ritratti di 'isolani', di russi che l'artista fotografa da un punto di vista esterno, come distaccata. Ogni ritratto è contestualizzato in un ambiente al quale la persona sembra adattarsi in modo passivo.

 

     
 

Lievi allusioni fanno percepire un'umanità desiderante repressa sotto il ruolo e l'apparenza.


La scultura in bronzo di Roberto Barni - Vacina - del 2000, era collocata nello spazio collezione dal 2002. Dopo la riorganizzazione delle opere nel giardino, ha potuto ora trovare una collocazione esterna. L'opera è stata donata al museo da un gruppo di collezionisti privati.

 

     
 

La fontana in bronzo è sormontata da esili figure maschili bendate indicando interiorità, vuoto e profonda solitudine.

Barni è nato a Pistoia nel 1939 e vive attualmente a Firenze. Il suo percorso è partito dal Pop (Pop Pistoiese) per poi approdare all'Anacronismo.

 

 

     

Anche l'opera Fontana, di Athos Ongaro del 1983-84, già presentata alla Biennale di Venezia nel 1984, rappresentativa del citazionismo tipico degli anni Ottanta, lasciata in deposito al Museo dalla collezionista Selene Rosiello, è stata posta nel giardino, in una posizione più appartata, nei pressi dell'occhio di Anne e Patrick Poirier.

 

 
     
 

La Fontana si inserisce in uno degli ultimi filoni di ricerca dell'artista volto a un'iconografia dionisiaca. L'autore mira ad una rifondazione dell'arte, spontanea, alleata del mondo e non a esso ostile.

Ongaro è nato a Eraclea, venezia, nel 1947. Per molti anni ha vissuto a Pietrasanta, vicino alle cave di marmo, teso ad apprendere le tecniche della scultura.