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Poesia di Oggi Maria Cristina Mengozzi
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Se l'arte contemporanea sembra aver trovato nella rottura dell'ordine compositivo e nella crisi della figura alcuni dei propri tratti distintivi, seppur nell'inevitabile genericità di una indicazione di fondo, la poesia dei nostri giorni ha fatto della quotidianità e del frammento, delle cose si potrebbe dire, vere e proprie coordinate di ricerca espressiva, e l'atmosfera dimessa, in sordina in cui risultano collocati i contenuti ne costituisce il coerente corollario. |
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Higgins |
Nei testi che proponiamo in
questo numero e nei tanti altri di qualità con i quali ci auguriamo farvi
cosa gradita in futuro, la riflessione poetica, si esprime in forme
semplici e piane, seguendo una metrica non sempre cinvolata a strutture
tradzionali: il verso del Novecento, e ancor più quello dei nostri tempi,
è spesso libero, lontano l'endecasillabo, le rime sparse non obbediscono a
uno schema preciso.
E il sentire, vera materia del poetare, che pure appare subito intenso e profondo, non si configura come messaggio articolato intorno a un tema alto e dichiarato - l'amore, la natura, il dolore, eccetera - bensì spesso come fluire di una trama di oggetti e ricordi, di situazioni di vita nel loro emergere alla sensibilità dell'autore, talora secondo una cadenza anche narrativa. |
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E' in questa trama familiare, in qualche caso disarticolata e sconnessa all'apparenza, che si situa il senso ( e per alcuni il non-senso) dell'umana esistenza. Una poesia sostanziata quanto si vuole di riferimenti colti ma non attestata su di essi. E se vogliamo suggerire e azzardare un parallelo, dato lo spazio culturale in cui queste note trovano accoglienza, si pensi agli oggetti sparsi della pittura metafisica di de Chirico e alle parole concrete ed essenziali di Ungaretti o di Montale.
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Una poesia dunque che non pretende di indicare concezioni del mondo - ancora Montale aveva scritto : "Non chiederci la parola ... che mondi possa aprirti ... " - ma cerca l'essenza dell'uomo nell'umile e faticosa sua vicenda quotidianma, anche quando visitata e travolta dalla storia, e nello stupore dolente e sempre rinnovato per l'eterno mistero del vivere, nella coscienza del proprio sofferto trascorrere, ma capace allo stesso tempo di lasciarsi illuminare dalla bellezza sempre risorgente del mondo. Forse è qui la chiave di lettura della poesia corrente: l'avere alla fine trasformato l'eroe in un uomo e l'uomo in un piccolo titano suo malgrado, proteso nella lotta spesso non voluta per l'affermazione della propria dignità e del proprio irrimandabile anelito alla felicità. |
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Il Poeta
Non sapevo che cosa è un poeta quando guidavo alla guerra i carri e il cavallo Xanto* mi parlava. Ma è passata come una cometa
l'età ragazza di Ettore e di Achille: non sono diventato altro che un uomo: la mia anima si cerca ora nelle acque e nel fuoco, nelle mille
famiglie dei fiori e degli alberi negli eroi che non sono nei giardini dove tutta la pena
di nascere e morire è così leggera. Forse il poeta è un uomo che ha in sé la crudele pietà di ogni primavera. |
Giuseppe Conte da Le stagioni, 1988
*Xanto: uno dei due cavalli immortali di Achille, capaci di piangere e paralre. |
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Anonimo da Poesia Sparse, 2000
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Storie
Storie diverse lungo le vie del mondo e mondi lontani. Ognuno una monade.
Ogni tanto una luce, yna mano si allunga, si sfiora. Ma presto si dipartono i fili, figli capricciosi intervalli di respiri. Unico rimane l'impegno dei giorni e l'azzurro del cielo e il verde degli alberi.
I colori e le forme ancora levano il loro canto. |
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Incontro
Ti ho incontrato per caso, ho parlato con te e all'improvviso ti ho conosciuto da sempre. Le tue parole sottili all'orecchio, il tuo guardarmi con occhi infiniti: attimi e incredibilmente, una vita.
Caterina Trombetti da Il pesce nero, 1990
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