Chai Hui, demolizione*

Appunti e invenzioni in margine al convegno “L’Esperienza della Cina

Claudio Balducci

 
 

 

E’ vero, la terra è tonda, ma il cielo sorge comunque ad Oriente, anzi, in Estremo Oriente,

in Cina dopo la quale il grande Oceano Pacifico segna la discontinuità con le terre emerse

e il mondo dell’uomo non vede un’altra terra oltre Pechino da dove il sole possa sorgere.

   
         
 

Prato, venerdì 10 febbraio, Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci”. L’auditorium è pieno. Valdemaro Beccaglia, presidente del museo, sta per aprire i lavori. Martina arriva appena in tempo e si siede in seconda fila, al penultimo posto, Berto all’ultimo.

 

- Si parla molto della Cina – dice il presidente – soprattutto di economia – tasto dolente: il presidente è un’industriale - Oggi speriamo che sia diverso. Si parla di cultura e abbiamo la possibilità di conoscerci meglio, di incontrarci.

 

E’ quello che spero anch’io” pensa Martina.

 

 

Pechino: Piazza Tian An Men

 

 

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 Due anni fa era andata a Poona, in India, a cento chilometri da Bombay: non riusciva a venir fuori da un innamoramento senza sbocco. Le uniche cose che si era ridotta a leggere erano i libri di Begwan Rajneesh o Osho – oceanico, come si faceva chiamare negli ultimi anni, prima di morire. Alla fine si era decisa ad abbandonare ogni speranza ed era andata nell’unico posto dove forse sarebbe riuscita a sopportare se stessa.

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 - La scelta della Toscana è di muoversi in due direzioni: orizzontale, cioè locale, e verticale, planetario.

 Chi è che parla?”

Lanfranco Binni, assessore regionale allo spettacolo“

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A Poona Martina, si era trovata bene. Le pratiche di meditazione – o esercizi di egoismo, come le chiamava lei – l’avevano resa più autonoma e più forte.

 Una storia d’amore? No, non è per una storia d’amore che sono venuto qua. Vieni, ti faccio vedere una cosa.”

 Chen Li era un cinese di quarant’anni, quindici più di Martina. Aveva insegnato all’Istituto d’Arte di Pechino.

Nella sua stanza Chen aprì un armadio pieno di rotoli.

 In Cina i dipinti non si appendono alle pareti. Quando vogliamo vederne uno, lo srotoliamo e lo contempliamo. Guarda questo

 
 

 

Wang Ximeng: Montagne

Martina fu davvero colpita dalla distesa delle montagne verdi sullo sfondo dorato. Non aveva mai visto nulla di simile.

 

“Il pittore si chiama Wang Ximeng. Alla fine dell’XI secolo d.C., all’età di 18 anni, arriva alla corte dei Song settentrionali, dove muore sei anni dopo. Vi porta questa tecnica elegante, realistica e raffinata, una sorta di poesia visiva."

 

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Berto si avvicina all’orecchio di Martina “Questo è Li Runfu, console cinese a Firenze”.

 - A volte mi chiedo: la  globalizzazione è un bene o un male, ma poi mi dico che questa è una domanda stupida. La globalizzazione è un dato di fatto. Non possiamo farci nulla. Dobbiamo soltanto affrontarla.

 Martina non può fare a meno di sorridere: tipico pragmatismo cinese.

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 Anche Chen Li era stato pragmatico a modo suo. Diviso fra amore per la tradizione e fascino del nuovo occidentalismo dell’arte contemporanea, con in più il timore della repressione, si  era fregato alcuni rotoli e aveva pensato che Poona potesse essere un buon rifugio.

 
         
 

 
 

Chen Zhou: paesaggio

 

 
 

Questo è del XV secolo, di Chen Zhou, sotto la dinastia dei Ming, un paesaggio tipico dell’arte cinese. E’ un classico, è anche poeta, come era nella tradizione.

Questo invece è di Beihong, il più famoso degli artisti moderni, a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Incorpora nell’arte cinese la lezione dell’Occidente. Il suo soggetto preferito sono i cavalli, ma come vedi dipinge anche uccelli e piante, altro soggetto tradizionale. La pittura non mira alla riproduzione esatta del reale se non attraverso il tocco dell’artista che deve essere veloce e preciso: in Cina si usano inchiostri e colori ad acqua su carta e seta: non si può ritoccare”

 Sono bellissimi. Ma ancora non mi hai detto perché sei qui

 C’è un certo rapporto con questi dipinti. Ma ora c’è una cosa più importante che mi interessa.”

 Che cosa?”

 Hai mai sentito parlare del Gran Mogol?”

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- I dati sintetizzati da Daniele Perra, critico e curatore, su tradizione e sviluppo, censura e dinamismo sono davvero impressionanti.

 Questo è Filippo Salviati, docente alla Sapienza di Roma-“

 - Io voglio soffermarmi sul significato di questo carattere: chai, mano più ascia, cioè demolizione. La costruzione della piazza Tian An Men, la piazza più grande del mondo, ha comportato la distruzione di un intero quartiere storico di Pechino.

 

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Il Gran Mogol, il diamante più grosso, scomparso nel nulla”

 E tu l’hai trovato, Chen?”

 No

 Mi ci avevi quasi fatto appassionare. Peccato

 Però so dov’è”.

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 - In Cina non esistono associazioni. L’unico modo per associarsi è costituirsi in società, come compagnia commerciale, con tutto ciò che comporta di tasse e contabilità. E’ ciò che abbiamo fatto come BizArt.

 Chi è questo giovane, Berto?"

E’ Davide Quadrio, si è trasferito a Shanghai, fondatore e direttore di BizArt

- Abbiamo anche cominciato a lavorare con l’Università, cosa difficilissima perché una compagnia privata non può collaborare con le istituzioni.

 “Io ti spiego i relatori, tu, che conosci la Cina, quello che stiamo vedendo. Chi è questo Feng Zhenjie?”

 

 
 

Feng Zhenjie: Volto di Donna

 

“Guarda la diapositiva. Insegna all’Istituto d’Arte di Pechino. Dipinge volti di donna sensuali e freddi con occhi che attirano irresistibilmente. Opera un ibrido fra le illustrazioni commerciali e l’immaginario cinese tradizionale.

Fra i primi a importare la lezione occidentale c’è Zhan Daqian, fattosi monaco buddista, poi tornato laico. Ha girato molto in occidente. Inizialmente usa lo stile impressionista tradizionale cinese, poi impara l’uso meticoloso del pennello, alla maniera occidentale.

 
 

Queste figure di giovani con giocattoli sono di HeSen. Lui vuol rappresentare lo spavento dei giovani di fronte alle responsabilità. Dipinge le donne, il fumo e i giocattoli proprio per indicare questa fuga.

MaLiuming, invece è molto provocatorio. E’ anche stato in prigione accusato di pornografia. Ha inventato un personaggio ambiguo, Fen, dal corpo maschile e la faccia femminile. Vede l’ambiguità come universale.”

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 Poona è un posto incredibile. Vi si trovano le persone più strane. Il figlio depresso di un riccone indiano – Janardan (Colui che aiuta la gente) - ci era arrivato con il diamante più famoso del mondo.

 
 

He Sen: Giovane con Giocattolo

 

MaLiuming: Fen

 
 

Chen Li l’aveva scoperto in uno di quei momenti magici post-meditazione, quando due perfetti sconosciuti rompono ogni barriera e si dicono ciò che non avrebbero mai detto in nessun’altra situazione a nessun altro.

 Non vorrai rubarglielo Chen?”

 Per la verità un pensierino ce l’avevo fatto

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 L’auditorium comincia a spopolarsi, siamo alla fine della mattinata. Parla il gruppo di Renshi.org, l’organizzazione che ha curato il volume premiato dalla regione: “China Guide”. Parlano Andrea Abati, Giacomo Bazzani e Barbara Beccatelli che hanno collaborato alla guida creando anche polemiche con la minoranza, per qualche pagina di sapore situazionista.

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  “Perché mi racconti i tuoi brutti pensieri? 

Perché ho bisogno di te

 Non pensarci nemmeno

 Ascolta Martina, non ricadere nel tuo vecchio moralismo. Janardan tiene questo diamante come una specie di talismano. Il Gran Mogol capisci? Ma vuol diventare un Sannyasa, “colui che ha rinunciato a tutto completamente”. Io ho bisogno di libertà, di percorrere il mondo, di capire chi sono, ho bisogno di un lasciapassare. Il Gran Mogol è un lasciapassare perfetto. Tu hai ritrovato te stessa. Fai l’ultimo salto. Con la tua parte potrai anche tornare in Italia e sentitici libera.”

 Ancora non mi hai detto che cosa dovrei fare

 
   

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Pomeriggio. Ripresa dei lavori. Lorenzo Fiaschi, fondatore di Galleria Continua a San Gimignano e poi a Shanghai. Rimase colpito da un’opera di Chen Zhen alla biennale di Venezia, una composizione di percussioni. Questo artista, a trent’anni lascia la Cina per Parigi, dove vive tutt’ora, ma gira molto. Ha sviluppato il concetto di ’transesperienza’, per cui uno deve lasciare il suo paese e ibridarsi, fondare una nuova tradizione. Una sua opera, al palazzo delle nazioni unite, è la ‘tavola rotonda’. Implicazioni: le tavole da pranzo dei cinesi sono tonde, come le tavole dei potenti, dove si discute per risolvere le controversie e dove si esercita il potere.

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Chen Zhen: Tavola Rotonda

 
 

Il buon Janardan le aveva mostrato il Gran Mogol e Martina gli aveva mostrato il rotolo di Ximeng. Si erano quasi baciati. Ma in qualche modo il diamante era finito nel rotolo e dal rotolo era scivolato nella borsa di Chen. Quando Janardan si accorse di non aver più il diamante guardò Martina e Martina lo guardò in modo interrogativo.

 Non trovo il Gran Mogol

Non è possibile, deve essere qui da qualche parte. Non ci siamo mossi.” Solo Cheng si era mosso, ma era solo passato di lì, un attimo, per salutare e si era allontanato subito, quasi per non disturbare.

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Daniel Buren invece è un francese che lavora da tanti anni in Cina, allestendo mostre di poche ore nei luoghi più impensati, finché ha cominciato ad esser conosciuto e a vedersi richiedere opere e installazioni da istituzioni pubbliche.

E poi c’è lui, Hou Hanrou. Fu proprio a Shanghai che Martina lo aveva conosciuto. E ora eccolo lì, con la sua faccia da ragazzino divertito, nell’auditorium del museo Pecci, a raccontare e a raccontarci che l’arte cinese non esiste.

- L’artista spesso non vuole essere inquadrato razionalmente. La Cina è il paese in cui la globalizzazione si presenta nel modo più violento. In Cina ci sono cose che non si possono fare, ma ci sono anche cose che si possono fare solo in Cina. Ci si apre la possibilità di ripensare un modo di vivere. Forse andiamo verso un mondo migliore o forse andiamo verso la catastrofe.

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Buren: Installazione su lago

   
  Guardarono dappertutto. Martina lo aiutò in ogni modo, sembrava più disperata di lui. Le offrì il suo rotolo, “prendilo, me lo renderai quando ritroverai il tuo diamante. Lasciami condividere con te questa cosa

- L’artista spesso non vuole essere inquadrato razionalmente. La Cina è il paese in cui la globalizzazione si presenta nel modo più violento. In Cina ci sono cose che non si possono fare, ma ci sono anche cose che si possono fare solo in Cina. Ci si apre la possibilità di ripensare un modo di vivere. Forse andiamo verso un mondo migliore o forse andiamo verso la catastrofe.

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 Guardarono dappertutto. Martina lo aiutò in ogni modo, sembrava più disperata di lui. Le offrì il suo rotolo, “prendilo, me lo renderai quando ritroverai il tuo diamante. Lasciami condividere con te questa cosa

 Chen tornò a Shanghai. Contava di piazzare il suo nuovo acquisto. Martina restò a Poona per un altro mese, con i rotoli di Chen come garanzia. La storia con Janardan andò avanti per poco tempo. Poi anche lei se ne andò. A Shanghai.

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 - Un problema della Cina attuale è la scomparsa dello spazio pubblico. Sono sorti tanti piccoli quartieri dove si vive confortevolmente e che fanno perdere la dimensione pubblica, comune, condivisa.

 E’ Gianfranco Mariniello, prossimo curatore della biennale di Shanghai

 - Invece di mostrare le opere dentro a dei musei abbiamo pensato di fare un laboratorio di incontro fra artisti cinesi e stranieri. Ci sarà un periodo di scambio e ricerca e l’esposizione sarà il risultato di questa ricerca.

 La gente comincia ad andarsene.

 Berto, voglio conoscere Hou Hanrou. Pensi che possa fargli colpo?”

 Penso di sì, a me l’hai fatto 

Fammi provare anche con lui. Ci vediamo per cena, magari andiamo a China Town. Passami a prendere fra due ore.”

 “Perché non andiamo insieme?”

 “Non essere appiccicoso. Se voglio far colpo su di lui devo essere sola.”

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Il povero Chen era finito in prigione. Qualcuno aveva fatto scoprire i rotoli rubati all’Istituto di Pechino. Hou Hanrou li aveva riconosciuti. Prima di essere arrestato Chen era riuscito a passare il Gran Mogol a Martina con l’intesa che si sarebbero rivisti e lei lo avrebbe aiutato con i soldi ricavati.

 

 
 

 
 

ShangHai vista dall'alto

 
 

Ma l’appuntamento era con un’altra persona. In Italia. Il diamante era nelle mani di Martina, ma solo Hou poteva riuscire a piazzarlo. Era esattamente di questo che parlarono quella sera, prima di andare a cena con Berto, in un ristorante cinese di Prato.

 
         
 

* NOTE PER LA LETTURA: Nell'articolo si incrociano due storie: 1. il resoconto - reale - del convegno al Pecci, scritto in testo normale; 2. la storia - inventata - di Martina, scritta ingrassetto.

In entrambi i casi il corsivo rappresenta il discorso diretto, introddo da una lineetta se chi parla si rivolge al pubblico, fra virgolette se si tratta di pensieri o dialogo fra due persone in disparte. [torna]

 

 
 

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