Pratesi a New York

Roberto Badiani

 

Premessa

I' Claudio Balducci gli è una persona che si da' da fare pe' i bollettino, gli e' gentile, ti domanda le cose per bene. Quando mi chiese se potevo fare un articolo su New York .un potetti dire di no... ma lui non lo sapeva aicche' sarebbe andato incontro. Sicuramente pensava che avrei fatto un articolo pensato come gli ha fatto Attilio sul il PS-1 a brooklin (che l'ha  visto altro che lui perché noi tutti s'era lasciato da ultimo e da ultimo un  c'è entrato!).

Credo che dopo questo esperimento perché io un lo chiamerei né pezzo né articolo ...nun me lo richiederà più di   sicuro.

PreparateVi perché dopo viene anche da voi.

 

 
 

Aparte  a New York Agosto 22-29 2005 - Cronaca minima:

Cosa dire di viaggio così in una città piena di cose da vedere?

Si può dire che  gli  è stato tutto un rincorrersi di discorsi fra noi

"che siete stati a Staten   Island? l'avete già visto i' Moma, e la Frick collection? quando andate al Metropolitan...?"

e ritrovarsi poi in posti strani tipo a camminare sul Ponte di Brooklin verso il tramonto o trovarsi poi insieme da Pier 17 sul molo a vedere la baia o a prendere i' caffé al caffé Palermo. A Little Italy sembrava d'essere in centro a Prato oh! non so voi ma a  me, grazie agli amici di Aparte, Manhattan l'ha un m’è sembrata così grande...e ci si trovava a tutti gli angoli

 

 
 

Dice, “si va' in Central park ai' laghetto" come se ci dovesse ritrovare   in Piazza Mercatale..

Poi c'era questo senso di partire veloci  la mattina (dopo  aver fatto una lauta colazione - da Blooms (nome  del locale all'angolo, ambiente anni 50), con un breakfast pieno di frittelle, pancetta, omelettes  e  anche i sugo d'acero  di Rain man ...buono,  il tutto perché  conquistato dopo una lunga polemica  il primo giorno nel quale  tentarono di darci 2 fettine di roba e un caffè, non  sapevano di avere  a che fare con un gruppo di Apartini pratesi   agguerriti ...e affamati.

 
 
       
 

Al Mattino c'era sempre "questo senso di Vuoto per un monumento o un  quartiere visto dagli  altri  e non visto da noi ... e poi  subito dopo  il diramarsi  in tante diverse  direzioni  con la sicurezza  di chi a New York c'è sempre stato o la disinvoltura di chi pensa :"bada' li i' che  sarà New York"...

Tanta  disinvoltura da far prendere la Subway senza neanche star su a pensarci .. o ritrovarsi tutti ad Harlem, senza  essersi detto nulla, a sentire la messa Gospel  come se si andasse in Duomo!

...e poi il Maltinti Attilio che te l'incontro  in una strada di New York "sbucante"  co' la su' moglie con l'aria di chi ti trova passando per Via  Garibaldi...

La naturalezza gli e' uno degli aspetti che m'è piaciuto di questa  gita, e poi la libertà:

E s’era 18 e ci siamo divisi in tante formazioni disparate e sempre nuove... "vincoli e sparpagliati" come diceva Pappagone (un personaggio televisivo di Peppino de Filippo di qualche anno fa')

 
 
       
 

Si potrebbe dire che la Lorenza e la Vivetta e Michele avevano organizzato tutto bene, anche se alla partenza da New york ci volle del bello e del buono per contarci tutti al desk della compagnia aerea. E si rischiava di non partire perché non riuscivano più a contarci ed  a capire se  s’era 18 o 20 o 36 persone:.

C'erano ..il filosofo Mario Maffi' e la Gabriella, che riuscirono anche una sera a trovare un locale al Greenwich Village del quale un c'era traccia sulle guide né numero civico né  nome sulla porta, ma un loro amico e c'era stato tanti anni fa. e loro l'hanno ritrovato... i' gruppo dei simpatizzanti di Castagneto: i Nesti Riccardo la Lucia e L'Adriana la cui soggezione di New  York la durò solo 24 ore! ..La Fiorenza che la ripete tutto e la fa sempre domande ..ma l'è in gamba, la frulla come una ragazzina...

 
 

e Elio Brini e la su' moglie e tutti i nuovi soci la Riccarda, la Fabrizia e Andrea che con la Presidentessa Lucia gli era i' mi gruppo e poi  c'era anche la componente gastronomica romana  La Babà, la su' sorella, la nipote e i su’ marito....s'avanza una cena A Roma.

Leggendo penserete  che non v'importa tanto dell'elenco.

o' io ve l'ho fatto per farvi capire come anche persone morigirate le possano  essere  colpite dallo Style of the City, dalle tante Mostre da vedere e le si possano scatenare in un tour de force che li ha portate: da Matisse  ed i suoi tessuti al Metropolitan Museum, al Tempio egizio  di Dendour, sempre al Metropolitan, e tutti gli Impressionanti..tanti Impressionisti... e il nudo rosso di Modigliani...e a vedere Medioevo italiano - comprato a suon di dollari e portato li' - fino al confronto fra Cezanne  e Pissaro a Friedlander e alla Cisitalia attraverso i vari Pollock, Picasso, Rothko, e chi ne ha più ne metta, del Moma, nell'avvincente struttura e volumi e spazi....e poi c'è i catalogo per i  curiosi..  e dopo via  a'l Guggenheim a vedere le foto di Mapplerthorpe.... e poi alla Flick collection a vedere i Piero della Francesca .... qualcuno gli ha fatto anche  Il Whitney Museum e poi ..c'e' anche chi ci ha voluto mettere  addirittura  anche il   Museo di Storia naturale

Per  farla breve i nostri sono stati colpiti in pieno dalla  Sindrome di Stendhal,

 

 
   
   

camminando e superando filate di strade hanno percorso New York da Soho a l Ponte di Brooklin, da Chelsea al Meat Packing District e poi al Central park, la Quinta e il Greenwich, Harlem e Little Italy...c'era la gara la sera a dire "ho fatto a piedi dalla 87a alla 32ima e così via".

A un certo punto mi e'sembrata che ci s’allenasse per venire alla Maratona di New York e si fosse fatto per pigliare le distanze....un riesco a capire perché i taxi  fossero così invisi agli apartini, a me sinceramente mi sembravano belli, tutti gialli e comodi, ma questa era destinata a  rimanere un opinione strettamente personale...

Siamo tornati, e come durante il giorno a New york, ci siamo ripersi per ritrovarci  tutti una altra volta in un altra gita, con la famelica ‘curiosità’ dell'arte, delle città e del mondo da  scoprire... e  sinceramente non mi sembra così poco per non  esser un nuovo buon motiovo per riorganizzare un bel viaggio

Un cronista poco serio e attendibile 

roberto@badianistudio.it

http://www.badianistudio.it/

 

 
 

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