Raccontare Antigone

 Spettacolo di Teatro Danza di Roberto Guicciardini

Giuseppe Picone

 
 

La mia storia, lei sì che è sanguinosa. Tutta, tutta la  storia è fatta col sangue, tutta  la storia è di sangue, e le lacrime non si vedono. Il pianto è come l’acqua, lava e non lascia tracce. E il tempo, conta forse qualcosa? Non sto forse io qui senza più tempo, e quasi  senza sangue, eppure in virtù di una storia, irretita in una storia?

Il tempo può esaurirsi, e il  sangue non scorrere più, se però sangue c’è stato ed è scorso, la storia continua a trattenere il tempo, ad aggrovigliarlo, a condannarlo.

A condannarlo. Per questo non muoio, non  posso morire, finché non mi si dia la ragione di questo sangue e la storia non esca di scena, lasciando vivere la vita.

Solo vivendo si può morire.”

(M. Zambrano )

 
 

 
       
 

 

Esci dall’ ombra e vieni

davanti a noi per un poco,

o tu gentile, col passo leggero della risolutezza…

Tu che scegliesti di essere sola, io so

quanto hai temuto la morte,

ma più ancora temevi

una vita non degna.

E non concedesti nulla ai potenti,

non venisti a patti

con i fautori di intrighi,  né mai

scordasti l’ oltraggio

e sopra i misfatti non crebbe

ad essi erba alcuna.

Salute!  

( Brecht- 1948 )

 

 
 

 

Lo spettacolo

Dal 442 avanti Cristo, l'anno in cui presumibilmente venne composta da Sofocle, Antigone è forse la tragedia più citata, rivisitata, rielaborata, rappresentata di tutto il teatro antico e non solo.

Anche Roberto Guicciardini, figura di primo piano del teatro contemporaneo, non ha resistito alla tentazione di cimentarsi con questo personaggio così emblematico e ne ha tratto "Il racconto di Antigone". Storia di una identificazione. Azione scenica per attori e danzatori, sulla scorta non solo del testo sofocleo, ma anche della rilettura che ne hanno fatto Bertold Brecht nel 1948 e, sempre nel Novecento, la filosofa spagnola Maria Zambrano.

La storica Piazza del Duomo di San Gimignano ha avuto così la prima rappresentazione che ha riscosso un grande successo.

 
       
 

 
       
 

Roberto Guicciardini si è avvalso della compagnia di danza moderna Mistral, che ha fornito le danzatrici il cui insieme ha sostituito, con una idea assolutamente felice, il coro, di Leda Negroni e Lombardo Fornara, sub specie vocis rispettivamente di Antigone e di Creonte e dei danzatori Luisa Guicciardini (Antigone), Francesca Malacarne (Ismene) e Maurizio Nardi (Emone). Uno spettacolo in cui il teatro e la danza si sono perfettamente integrati, dove i testi scelti da Guicciardini si sono naturalmente adattati alle brillanti intuizioni coreografiche di Deanna Losi e viceversa. Dove le voci e le presenze senza tempo di Leda Negroni e Lombardo Fornara si sono intersecate con il coroballetto e la prestante e vigorosa presenza di Luisa Guicciardini.

 
   
   
   

Quest'ultima vera mattatrice della serata, riuscendo perfettamente a duettare con Leda Negroni offrendo di Antigone l'aspetto giovanile e la carica rivoluzionaria e sovversiva al servizio della purezza e del rifiuto dei compromessi, qualità intrinsecamente legate alla giovinezza, mentre la Negroni manifestava della ribellione un aspetto più razionale e malinconicamente dolente (e rappresentando forse in questa maniera l'intimo convincimento del regista). Altrettanto magistrale il duetto di Luisa/Antigone con Maurizio Nardi/Emone. Questa volta forza e muscolarità scioltesi in uno struggente dialogo amoroso con un memorabile e fulminante abbraccio finale.

 

 
  L'Antigone di Roberto Guicciardini ha teso a sottolineare con Brecht l'attualità dell'eterno conflitto fra le istanze più profonde dell'individuo e delle società e la brutalità del potere costituito, un potere costituito che non sa usare se non la forza bruta. Ieri mandando a morte la giovinetta Antigone, oggi intervenendo ferocemente con armi sempre più sofisticate in ogni situazione non "pacificata", così come sottolineato nel finale della pièce dal minaccioso rumore di un elicottero mentre sulla scena calano le luci.  
       
 

Con la Zambrano Guicciardini ha messo in risalto la tragicità profonda e quasi strutturale della vicenda umana. Il sangue è stato tutto versato e il tempo si è fermato. E Antigone dirà: "Per questo non muoio, non posso morire, finche non mi si dia ragione di questo sangue e la storia non esca di scena, lasciando vivere la vita. Solo vivendo si può morire".

Ma c'è una terza Antigone che ci piace vedere, contro le proprie intime razionali amare convinzioni, contro tutti i rumori incombenti di elicottero: è l’Antigone che con un salto repentino spicca il volo verso le braccia dell'amato.

 

La Compagnia

“Mistral “ nasce nel 1997 dall'unione delle esperienze e frutto della passione di Deanna Losi, affermata e apprezzata coreografa e insegnante di danza moderna e di Luisa Guicciardini, ballerina, figlia d'arte, che ha ultimamente arricchito il suo bagaglio artistico facendo parte dell'Ensemble di Micha Van Hoecke.

La compagnia ha al suo attivo altri spettacoli inscritti nello stesso ambito di ricerca di Antigone, un terreno poco esplorato e ancora aperto alla sperimentazione, dove il linguaggio coreutico può interagire con il linguaggio drammatico per arrivare ad una sintesi poetica di grande valenza teatrale.

 

 
 

 
       
 

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