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  numero 2 (ottobre 2004)

I bambini di Cattelan

Video e pennello

Percorsi liberi

extra

 

 

i bambini di Cattelan
un'opera d'arte o una semplice provocazione?

Eva Ciapini

Dire che l'installazione di Maurizio Cattelan sistemata in piazza XXIV Maggio a Milano ha suscitato polemiche e discussione è dire poco. L'opera costituita da tre bambini impiccati alla grande quercia presente nella piazza doveva essere motivo di dibattito e scuotere le coscienze, a quanto dice l'artista, sul tema dell'infanzia, doveva essere una denuncia per il nostro disinteresse verso l'infanzia, su ciò che noi stiamo facendo ai bambini intesi come futuro, come nostro possibile domani. L'attenzione e l'interesse si sono invece sposati sul decidere se poteva essere considerata arte oppure no, se poteva occupare o meno uno spazio 'pubblico'.

Secondo quello che mi ha insegnato il mio professore d'arte al liceo, “l'arte deve prima di tutto essere espressione del momento storico in cui viene collocata e delle trasformazioni che stanno avvenendo in tale momento” . È difficile per noi abituati al 'bello' pittorico e scultoreo, abituati, essendo dotati di intelletto, a dare una spiegazione razionale a tutto ciò che ci circonda, definire questi tre bambini inizialmente quasi grotteschi e molto simili anche nelle fattezze a quelli umani, un'opera d'arte. Dobbiamo però renderci conto che non sempre è intenzione dell'artista moderno e contemporaneo dare un significato al suo lavoro e stan­dardizzare tale significato. Per lui alle volte è sufficiente la creazione di un dibattito e, come dice Cattelan stesso “il pubblico è fatto di tante storie, ciascuno ne porta una, se potessi tenere insieme questi commenti direi che questa è l'opera d'arte”.

 

bidibodibidiboo

 

scoiattolo impagliato apparentemente suicidatosi

 

 

E adesso parliamo del risultato del sondaggio della nostra Associazione riguardo l'opera di Cattelan. Avevamo proposto ai soci di APARTE una serie di affermazioni a favore e contro l'installazione di Cattelan e il suo significato. Le affermazioni erano le seguenti:

a favore:

  • è una denuncia: indica il male che facciano ai bambini;
  • è una denuncia contro la violenza;
  • è una denuncia contro i crimini nei confronti della natura;
  • è una denuncia per il disinteresse verso l'infanzia;
  • concentra l'interesse sull'infanzia come luogo in cui si forma la persona e che ora è resa traumatica;
  • è una denuncia della violenza senza essere violenta perché il volti sono sereni;
  • è positiva perché proietta al di fuori di noi la nostra violenza e ci purifica, opera una catarsi;
  • concentra l'attenzione su luoghi storici della città e tende a rivitalizzarli;
  • è positiva perché riesce a creare un qualcosa sullo spettatore.

Contro

  • è una provocazione: rende banale ciò che è mostruoso e rischia di provocarlo con leggerezza;
  • è una provocazione perché colpevolizza tutti indiscriminatamente e ingiustamente;
  • è una prevaricazione perché invade uno spazio pubblico connotandolo impropriamente e senza consenso;
  • è una mistificazione perché crea un'atmosfera che si sovrappone a quella che dovrebbe derivare dall'interagire dei liberi comportamenti delle persone;
  • è una frode perché si appropria di denaro pubblico con azioni astute;
  • è negativa perché non riesce a coinvolgere le persone e quindi non opera una catarsi ma una morbosità;
  • distrae l'attenzione e diventa pericolosa per il traffico;
  • è un'inutile stronzata, siamo già saturi di eventi mostruosi e aberranti;
  • in vino veritas;
  • di provocazioni siamo pieni, vogliamo proposte positive.

Abbiamo riscontrato più risposte positive con una prevalenza di queste tre:

  • è una denuncia contro l'infanzia
  • è una denuncia per il disinteresse verso l'infanzia
  • concentra l'interesse sull'infanzia intesa come luogo in cui si forma la persona e che ora è resa traumatica

Tra i soci di APARTE c'è una spinta verso il nuovo, verso l'apparentemente irrazionale.

Lui

 

Manichino diHitler in preghiera

 

Tra le risposte negative, la più votata è stata quella di non riuscire a coinvolgere il pubblico e quindi di non creare un cambiamento ma una morbosità.

Penso che alla fine il nocciolo della questione sia semplice, dare un significato diverso e più libero e ampio alla parola arte e al senso artistico delle cose evidenziando che anche qualcosa di 'brutto' per alcuni, per altri può esser detto artistico e connotarne meglio la fruibilità diversificando lo spazio privato da quello pubblico (forse ad oggi ancora non pronto ad una discussione di massa) ma tenendo sempre presente che il senso dell'arte odierna e la sua primaria intenzione è creare un dibattito interno e intorno.

 

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